sabato 31 gennaio 2009

Una doccia calda all'anno!

Oggi ho ricevuto questo SMS da Valeria, la mia sorellina (per un fratello è sempre tale) che  in Germania insegna in una scuola: "Buon compleanno fratellone! Visto che qui quando un bambino compie gli anni gli fanno la "Warme Dusche" doccia calda, ognuno dice qualcosa che gli piace di lui, lo faccio con te: mi piace la grinta che metti nel tuo lavoro e ammiro l'impresa grande che sei riuscito a creare! Un bacione."

Bello no? Io sono sempre stato un convinto assertore della doccia gelata (metaforico!), vedi anche il post "acqua fredda sulle idee" di qualche mese fa. Vale a dire: cerca di metterti sempre in discussione, individua le cose che devono essere migliorate, non riposarti sugli allori.

Ma questa storia della doccia calda il giorno del compleanno mi piace da matti. Un giorno, almeno un giorno, fermiamoci a vedere ciò che ci piace di noi, scopriamo cosa piace di noi agli altri, apprezziamo quello che abbiamo saputo fare. Almeno un giorno facciamoci solo i complimenti e guardiamo tutto quello che abbiamo di positivo.

Poi, dal giorno dopo, si ripartirà con le docce fredde... ma la doccia calda ci rimarrà dentro come una carica di energia. Se scopro il giorno del vostro compleanno siete avvertiti: d'ora in poi da me insieme agli auguri vi arriverà anche la warme dusche.


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giovedì 1 gennaio 2009

La sappiamo prendere?

video

Guardate questo video... C'è Filippo, il mio bimbo piccolo, che cerca di prendere una bottiglietta d'acqua. Fa degli sforzi incredibili... Per un po' tutto va per il verso giusto: il piccolo si avvicina spingendosi sulle gambine e allunga il braccio. Ma poi quando la bottiglia è lì, a portata di mano, gli dà un altro colpo spingendola più avanti, vanificando così tutto il lavoro fatto.

Perché Filippo non riesce a prendere la bottiglietta? Perché ciò che ha funzionato per avvicinarla non funziona per prenderla, ed è proprio quello che la fa allontanare.

E ora veniamo alla domanda: la sappiamo prendere? E' ovvio che si... se pensiamo alla bottiglietta. Ma se invece di "bottiglietta" ci mettiamo la parola "felicità" le cose cambiano. Riflettete: ci comportiamo esattamente come Filippo. Facciamo sforzi incredibili per raggiungere la felicità... ma questa ci sfugge all'ultimo momento.

Perfché? Per lo stesso motivo per cui Filippo non riesce a prendere la bottiglietta. La strategia che ci porta vicino alla flicità non è la stessa che ci permette di afferrarla. Durante le vacanze di Natale ho visto un sacco di gente tesa. Gente che ha lavorato duramente e con efficienza per arrivare alle meritate vacanze (avvicinamento con il braccio) ma poi ha continuato con la stessa strategia durante la vacanza (allontanamento della bottiglia). Per esempio, ho incontrato un tizio che cronometrava gli impianti di risalita delle piste da sci per fare più discese, con la stessa efficienza del lavoro: non è il colpo di braccio di Filippo? La sua felicità si sposta più in là.

Dobbiamo imparare a cambiare strategia, e capire che ciò che allontana la felicità è proprio il tentativo che facciamo per avvicinarla. Cosa deve fare Filippo? Fermare il braccio ed aprire la mano: esattamente il contrario di ciò che tenta di fare! anche noi dobbiamo fare così. Afferreremo la felicità solo se faremo il contrario di ciò che ci ha permesso di avvicinarla. altrimenti la sposteremo più avanti.

Filippo impiegherà qualche settimana per afferrare la bottiglietta corretamente. E noi saremo altrettanto bravi? Diamoci un anno di tempo per fare i nostri tentativi. Auguri per un felice 2009.


Writing by Diego Agostini/Commitment - All Rights Reserved